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Oggi le azioni di borsa della poesia sono un pò agitate per le vendite la globalizzazione sembrerebbe non interferire in questo mestiere incerto dell’ignoto. Mi sono alzato pensando al menù le riserve si stavano esaurendo e sono uscito con la cagna a fare spesa. Nel paese non c’erano segni di guerra nemmeno le bombe si sentivano né i voli radenti degli aerei da caccia che scaricavano la loro umanità tra tanti poveri innocenti. Sarà aumentato il pane mi sono chiesto un pò sconcertato e Sancha mosse la coda per tranquillizzarmi. La frutta e le verdure erano fresche e il cielo nuvoloso insidiava questa parte del globo.Le nuvole non hanno frontiere mi sono detto non hanno patria e si muovono felici in questo cielo immenso.Dietro il villaggio le montagne sembravano seni giganteschi venati dalla neve senza volerlo mi è venuta una metafora e l’ho segnata sulla bolletta del gas che era arrivata come sempre puntuale.Risolveranno i russi il conflitto o passeremo un inverno al freddo. Nel bar le conversazioni erano agitate sembra che vogliano comprare un giocatore che di calcio sa ben poco. Sul giornale c’era in prima pagina il discorso di Obama la foto del delirio di Gazala polemica della sinistra ubriaca. Improvvisamente mi è venuto il dubbio: Sarà rimasto un po’ d’aglio in casa? Carlos Sanchez - La poesia, le nuvole e l'aglio |
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Per vivere ho scelto mille imbarcaderi incerti e ho ancorato la mia nave senza presunzioni né smarrimenti. Ho portato sempre il necessario dentro di me una piccola fiamma di luce brillante come un faro e una quantità imprecisata di parole senza voce. Ho visto centinaia di mari che ormai non ricordo con certezza e un’incerta quantità di uccelli e pesci saltellanti. Le tempeste hanno fustigato le mie vele senza abbatterle e le correnti a volte mi hanno allontanato dalla rotta venti tropicali ed antartici hanno colpito il mio volto senza mai togliermi quel tenue sorriso da viaggiatore alla deriva. Le grandi navi che ho incrociato nel mio lungo vagabondare mi hanno lanciato segnali di pericolo che mi sono rifiutatodi decifrare. I contatti con i miei simili sono stati piuttosto fortuiti ma sempre ricchi nelle loro sfumature essenziali. Non ho mai accettato passeggeri a bordo nelle mie lunghe traversate una certa timidezza di fondo invadeva le mie parole ed i miei occhi. La mia familiare sensazione di stranezza davanti agli specchi. Nella mia dimora più lunga ho avuto storie appassionatee ho saputo per caso che mia figlia era pronta a partire.Da buon marinaio non possiedo ricchezze che possano legarmi non ho azioni di un qualche stato né conti pendenti. Mi sento un uomo fortunato in mezzo all’oceano un uomo che niente attende, che nessuno attende:forse la morte. Carlos Sanchez - La poesia le nuvole e l'aglio |
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Incrociai lo sguardo Di mille persone. -duemila sfere di stallo vetroso- Senza vedervi Un essere umano. Gustavo Tempesta |
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Nell’ampolla azotata Di questo Universo finito Divenni un segmento Esausto e spiegazzato. Duro wolframio Spezzato dall’usura.” Gustavo Tempesta |
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Più t'osservo, ancor più m'immergo ne l'azzurro dei tuoi occhi cristallino come il mare e le suo onde ed il mio cuor par che rintocchi
come le campane di un domenica mattino e più t'ammiro e ancor non so donde va questo mio pensier peregrino che non s'acquieta sin quando col coraggio verrà il gergo. Daniele Alfieri |
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Né più mai toccherò le sacre sponde ove il mio corpo fanciulletto giacque, Zacinto mia, che te specchi nell'onde del greco mar da cui vergine nacque.
Venere, e fea quelle isole feconde col suo primo sorriso, onde non tacque le tue limpide nubi e le tue fronde l'inclito verso di colui che l'acque
cantò fatali, ed il diverso esiglio per cui bello di fama e di sventura baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.
Tu non altro che il canto avrai del figlio, o materna mia terra; a noi prescrisse il fato illacrimata sepoltura.
Ugo foscolo |
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Ma ci fu dunque un giorno Su questa terra il sole? Ci fur rose e viole, Luce, sorriso, ardor?
Ma ci fu dunque un giorno La dolce giovinezza, La gloria e la bellezza, Fede, virtude, amor?
Ciò forse avvenne a i tempi D'Omero e di Valmichi: Ma quei son tempi antichi, Il sole or non è più.
E questa ov'io m'avvolgo Nebbia di verno immondo È il cenere d'un mondo
Che forse un giorno fu. Giosuè Carducci |
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La nebbia agli irti colli Piovigginando sale, E sotto il maestrale Urla e biancheggia il mare;
Ma per le vie del borgo Dal ribollir de' tini Va l'aspro odor de i vini L'anime a rallegrar.
Gira su' ceppi accesi Lo spiedo scoppiettando: Sta il cacciator fischiando Su l'uscio a rimirar
Tra le rossastre nubi Stormi d'uccelli neri, Com'esuli pensieri, Nel vespero migrar. Giosuè Carducci |
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